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L'Unione dei Nebrodi Un ente locale costituito, nella prima fase dai comuni di Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando e San Fratello, a cui si sono aggiunti i comuni di Caronia, Santo Stefano e Torrenova, allo scopo di esercitare congiuntamente una pluralità di funzioni di loro competenza.
Lo statuto individua gli organi dell'Unione e le modalità per la loro costituzione ed, inoltre le funzioni svolte dall'Unione e le corrispondenti risorse.
Il presidente dell'Unione è scelto tra i sindaci dei comuni interessati e lo statuto prevede che anche altri organi siano formati da componenti delle giunte e dei consigli dei comuni associati, garantendo la rappresentanza delle minoranze.
L'Unione ha potestà regolamentare per la disciplina della propria organizzazione, per lo svolgimento delle funzioni ad essa affidate e per i rapporti anche finanziari con i comuni. Il territorio , ai confini della provincia di messina, è compreso fra circa 70 km di litorale della sicilia settentrionale, in cui si alterna la costa alta e frastagliata alle spiagge sabbiose e ricche di pesci, e le cime più alte dei monti del parco dei nebrodi.
Sant’Agata di Militello E' una ridente cittadina, situata in provincia di Messina, tra gli agrumeti e il mare, a metà strada tra Palermo e Messina, proprio di fronte le Isole Eolie. Agevolmente raggiungibile da ambedue gli aeroporti internazionali di Palermo (a circa 160 km) e Catania (a circa 200 km), cui è direttamente collegata a mezzo di una nuovissima autostrada e attraverso continui collegamenti ferroviari. Per la sua posizione geografica rappresenta il punto di partenza ideale per un'escursione verso le Isole Eolie: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano. Potrete trascorrere anche uno o più giorni in gita nei boschi del parco naturale dei Monti Nebrodi, che si stagliano immediatamente alle spalle della città.
Se deciderete di puntare verso est potrete addentrarvi nelle innumerevoli bellezze situate tra Capo d'Orlando e Messina, ammirando l’imponenza del santuario della Madonna di Tindari, e sostare nei vicinissimi centri di Capo d’Orlando, Porto Rosa, Milazzo o Messina, o potrete proseguire per visitare la meravigliosa Taormina o organizzare un’indimenticabile escursione sull’Etna, il vulcano più alto d’Europa.
Volgendovi verso ovest troverete la pittoresca cittadina di Cefalù o dirigervi sulla rotta di Palermo, il capoluogo della Sicilia. 
Capo d'Orlando Trae origine da un’antica città sicula denominata "Agatirno" dal nome del suo fondatore figlio di Eolo, fondata ai tempi della guerra di Troia (1218 a.C.). La sua esistenza è attestata sia da storici e geografi antichi (Diodoro, Plinio, Tolomeo......) sia da studiosi moderni fra cui il Meli e il Fazello.
L’antica città doveva comprendere, oltre alla zona del promontorio e di una parte dell’odierno centro cittadino, le contrade di S. Martino, Certari, Catutè, S. Gregorio e Scafa. E’ presumibile che l’estensione della città e lo sviluppo della sua civiltà dalle immediate colline in epoca arcaica, si siano estese alla costa e al promontorio con l’arrivo dei Fenici, dei Greci e dei Romani.
Al Console Levino nel 209 a.C. è legato un episodio oscuro e drammatico della sua storia: la deportazione in Calabria di circa 4.000 uomini, "società composta di ladri, esuli e malfattori", dice Tito Livio.
Il Damiano, nel suo saggio "Nebrodi, Val Demone, Agatirno, misteri della storia antica" ha dato di recente una interpretazione stravolgente dell’episodio. 
San Fratello Un tempo chiamata Apollonia, è una storica cittadina in provincia di Messina posta sui Monti Nebrodi a circa 640 metri sul livello del mare. Le sue origini sono antichissime e sembrano risalire alla storica "Alunzio", come è stato confermato da diversi ritrovamenti archeologici come monete e medaglie.
L'odierno paese trae il nome dai tre Santi fratelli, Alfio, Cirino e Filadelfio, martirizzati, sotto l'imperatore Valerio, dal governatore Leptile nel 312 d.C., cui è dedicato l'omonima chiesa e convento del secolo XII. Il centro fu edificato da una colonia di Lombardi venuti con il conte Ruggero alla conquista della Sicilia.
Dall'epoca del regno di Federico III San Fratello divenne feudo baronale. San Fratello è ormai diventato celebre per i tradizionali ed antichissimi riti della Settimana Santa come, per esempio quello della Festa dei Giudei, festa di origine pagana. Quest'ultima rappresenta, indubbiamente, una delle manifestazioni più seguite e più note in Italia. I Giudei, in sostanza, sono impersonificati dai cittadini sanfratellani che, con particolari e pittoreschi costumi (che non consentono di vedere il volto di chi li indossa) girano per la città suonando con particolari trombe per festeggiare la morte di Gesù Cristo e disturbare la processione religiosa che commemora la Passione di Gesù. Dal punto di vista turistico, San Fratello, attrae per il suo paesaggio ricco di bellezze naturali, e per i beni artistici storici e archeologici, fra cui il santuario dei tre santi, la chiesa di maria s.s. assunta, l’annesso convento, la cerchia di mura megalitiche portate alla luce da recenti scavi.
Caronia Il Comune di Caronia sorge sui dolci profili dei monti Nebrodi, Simile ad una corona bianca, Caronia si estende dai monti sino al mare.
Situato tra il Comune di Sant’Agata Militello e Capizzi, con i suoi 226 Kmq, gode della più ampia superficie boschiva della provincia di Messina.
Caratteristiche formazioni vegetali ed endemismi vari di grande valore naturalistico e scientifico, sonno abbondantemente presenti nel territorio di Caronia, pertanto divengono fonte di attenzione da parte degli studiosi di flora e fauna.
All’interno dei boschi non è raro incontrare piccoli insediamenti abitativi, che nella maggior parte dei casi lavorano in loco, nelle attività di allevamento, di pastorizia , Agricoltura e non meno importante l’estrazione del sughero dalle note quercie che lo producono.
Caronia conta 4.037 abitanti. Le origini storiche risalgono al secolo VIII a.C. dove il luogo con il nome di Kale akte ( bella costa) raggruppava il primo insediamento abitato.
Pare che successivamente intorno all’anno 1000 d.C. la città sia stata distrutta dai pirati saraceni e subito dopo ricostruita con il nome di Caronia.
Oggi questa meravigliosa cittadina, punta allo sviluppo economico che tocca tutte quelle attività che iniziano dal mare e si estendono sino alla montagna.
Torrenova Meraviglioso Comune costiero situato tra i comuni di Capo d’Orlando e Sant’Agata Militello.
Il Comune si è costituito solo di recente distaccandosi da San Marco d’Alunzio.
Il territorio si snoda dalla fascia costiera a quella collinare sino ad una altitudine di 300 m. s.l.m.
Torrenova conta circa 4000 abitanti ed ha una superficie di circa 3.908 Ha con una densità di 204 abitanti per Km.q . Qui sono presenti numerose attività artigianali tra cui la lavorazione del marmo, della pietra, l’agrumicoltura, la cantieristica navale e diverse industrie  per la lavorazione del pesce azzurro.
I primi insediamenti umani nel territorio di Torrenova sembrerebbero risalire al neolitico. All’interno della grotta di scodonì e nell’area antistante sono stati trovati manufatti litici e frammenti ceramici appartenenti all’età del rame e più precisamente alla cultura di piano conte. Il nome deriva verosimilmente dalle numerose torri d’avvistamento che dominavano la costa, costruite dopo la fine del medioevo per arginare i continui assalti. Il toponimo potrebbe alludere ad una delle torri che la deputazione del regno costruì verso la fine del 500’.
Santo Stefano di Camastra Il comune conta 5.162 abitanti e ha una superficie di 2.188 ettari per una densità abitativa di 236 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 70 metri sopra il livello del mare.
Il municipio è sito in via Palazzo n. 35, tel. 0921-331110 fax. 0921-331566.
Noto in Sicilia per la sua produzione artigianale di ceramiche artistiche, Santo Stefano di Camastra produce inoltre uva da mosto, olive, grano, agrumi, ortaggi, legname e sughero.
Originariamente il nome del paese era "Santo Stefano di Mistretta", così come viene menzionato in documenti normanno-svevi . Distrutto da una frana nel 1682 il paese fu ricostruito nel 1693 in una zona più costiera rispetto a quella precedente. Dista 161 km. da agrigento, 134 km. da caltanissetta, 154 km. da catania, 94 km. da enna, 150 km. da messina, 109 km. da palermo, 239 km. da ragusa, 212 km. da siracusa, 206 km. da trapani
Nel comune, ricco di chiese e palazzi antichi, è possibile visitare i laboratori privati d'alcuni ceramisti e la scuola d'arte per la ceramica.
Rete Ristoranti Aderenti

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za pippina

za maria

villa rantu

la tartaruga

locanda del monsu

la risacca

la perla

la baya

il torrente

il grande pino

il gabbiano

il circoletto

flora del mare

da tano

damatteo

artista

approdo del duca

antica ruota

antica filanda

al capriccio

ECONOMIA

L’Unione dei Nebrodi è un Ente pubblico territoriale e sovra comunale , costituito con lo scopo di
a)    promuovere e concorrere allo sviluppo socio-economico del territorio comune favorendo la partecipazione dell’iniziativa economica dei soggetti pubblici e privati;
b)    favorire la qualità della vita del territorio e della popolazione;
c)    promuovere e favorire lo sviluppo delle attività socio economiche presenti sul suo territorio.
Nel contesto socio economico del territorio dei Nebrodi, l’economia del mare, parte molto rilevante di quella regionale, ha una importanza molto significativa sia in relazione agli altri settori economici ( turismo e commercio), che in relazione all’occupazione complessiva.

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AMBIENTE

L’area di riferimento è quella del litorale dei Nebrodi, fra Tusa e Capo d’Orlando, circa 70 Km di litorale della Sicilia settentrionale, in cui si alterna la costa alta e frastagliata alle spiagge sabbiose e ricche di pesci. Dietro il mare i monti Nebrodi, fra l’Etna, il fiume Alcantara, l'alto corso del Simeto e i monti delle Madonie.

Gli elementi principali che caratterizzano il paesaggio naturale dei Nebrodi sono il mare e i monti: entrambi con affascinante dissimmetria fra le varie zone, diversità di modellazione dei rilievi e geologia, ricchi di vegetazione e gli ambienti umidi.

Mare pulito, spiagge libere ma anche attrezzate, in cui si alternano litorali sabbiosi ad insenature, scogli, picchi sul mare.

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PESCA TURISMO

L’ambiente dei Nebrodi, il  patrimonio tradizionale di prodotti, di saperi, di sapori, di cultura, di bellezze paesaggistiche, di biodiversità rappresentano il punto da cui  partire per sviluppare, all’interno di un modello di sviluppo economico diverso dall’attuale, la sinergia : pesca – turismo.
I Nebrodi: mare e monti, cultura e prodotti tipici, costituiscono nel contesto turistico Siciliano  pilastri sui quali costruire lo sviluppo socio economico anche per il mondo della pesca, con la promozione di un’immagine turistico ‐ culturale nuova ed adeguata alle nuove domande.
Le Marine dei Nebrodi non hanno ancora perso i contatti con il mare, per cui è facile operare nel  settore pesca-turismo attraverso interventi congiunti di cooperazione con gli altri settori produttivi, per la conoscenza e tutela di queste realtà e per rilanciarle, promuovendo gli antichi mestieri del mare e aiutando forme nuove di turismo da affiancare alla pesca.

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